PARTECIPANTI

Noemi Albanese è docente a contratto di lingua e letteratura russa presso l'Università di Roma "Tor Vergata" (precedentemente presso l'Università di Firenze e l'Università di Bologna, campus di Forlì). Si occupa di letteratura russa del Novecento, teoria dello skaz, delle forme di confine tra poesia e prosa (in particolare nel contesto della letteratura underground sovietica) e delle problematiche glottodidattiche legate all'insegnamento del russo come L2. Ha tradotto in italiano testi di Ju. Bujda, N. Nikitin, F. Sologub, N. Punin, I. Habbybeli, P. Aven. Fa parte del comitato di redazione della Biblioteca di Studi Slavistici e dei progetti di ricerca Tamizdat project (Hunter college, NYC), Voci libere in URSS (coordinato dalle Università di Firenze e Pisa) e del Centro Interuniversitario per lo studio della Cultura e Controcultura Postsovietica - CCƆP (coordinato dalle Università di Torino, Roma "Tor Vergata", Roma 3, Cagliari).

Alessandro Amenta insegna Lingua e traduzione polacca presso l’Università di Roma “Tor Vergata”. In precedenza ha insegnato presso la Sapienza Università di Roma e l'Università di Varsavia. Si occupa di traduttologia, onomastica, ricezione della letteratura polacca in Italia, letteratura del periodo interbellico e post-89, studi di genere e queer in Europa centro-orientale. È autore di saggi e monografie tra cui Il discorso dell’Altro. La costruzione delle identità omosessuali nella narrativa polacca del Novecento (2008) e Le parole e il silenzio. La poesia di Zuzanna Ginczanka e Krystyna Krahelska (2016). È direttore della rivista di fascia A “pl.it / rassegna italiana di argomenti polacchi” (https://plitonline.it/). Ha curato e tradotto in italiano opere di Izabela Filipiak, Andrzej Stasiuk, Zuzanna Ginczanka, Adam Zagajewski, Wiesław Myśliwski, Eugeniusz Tkaczyszyn-Dycki, Antoni Libera, Łukasz Jarosz, Piotr Paziński, Magdalena Parys, Witold Gombrowicz e altri. Ha redatto, insieme a Lorenzo Costantino, Inattese vertigini. Antologia della poesia polacca dopo il 1989. Per la sua attività di traduttore e divulgatore della letteratura polacca in Italia è stato insignito dell'onorificenza “Benemerito per la cultura polacca” dal Ministero della Cultura e del Patrimonio Nazionale.

Natascia Barrale è ricercatrice in Letteratura tedesca all’Università degli Studi di Palermo. Si occupa principalmente di ricezione italiana della letteratura tedesca del Novecento (studi su traduzioni, collane editoriali e sulla pubblicistica del tempo), del rapporto fra ideologia e traduzione da una prospettiva storico-culturale e di censura e auto-censura editoriale in Italia durante il Fascismo. Oltre a diversi saggi su riviste italiane e straniere, tra le pubblicazioni su questi temi si segnala una monografia dal titolo Le traduzioni di narrativa tedesca durante il fascismo, edita nel 2012 da Carocci. Ha tradotto dal tedesco per Sellerio una raccolta di scritti dell’editore Klaus Wagenbach (La libertà dell’editore. Memorie, discorsi, stoccate, 2013). Recentemente, nell’ambito del progetto “ARCGER. Archivi, ideologie e canone della germanistica in Italia (1930-1955)” in collaborazione con l’Istituto Italiano di Studi Germanici, ha studiato le posizioni dei germanisti italiani nei confronti delle leggi antiebraiche fasciste e i rapporti di Giuseppe Gabetti con gli intellettuali del Terzo Reich. I suoi ultimi studi sono dedicati all’evoluzione della prassi traduttoria nell’Italia dell’immediato dopoguerra, con particolare attenzione ad Alberto Mondadori e alla sua politica editoriale in materia di ritraduzioni.

Laura Bocci è germanista e traduttrice letteraria: ha tradotto e ritradotto tra gli altri ETA Hoffmann, von Kleist, Chamisso, Lenz, Storm, Carl Sternheim, H.M. Enzensberger, Anna Freud e Lou Salome (Epistolario), Gadamer Nel 2005 ha ottenuto il Premio Nazionale per la Traduzione da parte del MIBACT. È autrice di quattro romanzi: Di Seconda Mano: né un saggio né un racconto sul tradurre letteratura (Rizzoli 2004, DGM Edizioni 2016), (Premi Rapallo Carige, Procida-Elsa Morante e Vittorini come opera prima - Premio Argentario). In questo lavoro ha raccolto in forma narrativa le mie esperienze come traduttrice letteraria fino a quel momento; Sensibile al dolore (Rizzoli 2006); La seconda India (Manni 2012); Mitologia d’infanzia (Vallecchi 2021). Dal 2003 al 2011 è stata docente a.c. in Corsi di Laurea e in Master di Traduzione presso le università La Sapienza e de L’Aquila. Seguendo un interesse personale per la scrittura autobiografica, in ‘tarda età’ ha conseguito un Master come operatore nella relazione d'aiuto a mediazione artistica (Università Antonianum, 2011); ha seguito corsi presso la Libera Università dell'Autobiografia di Anghiari; è SoulCollage® Facilitator: una tecnica di derivazione junghiana che usa come mediazione artistica per la scrittura. Da anni conduce infatti gruppi di scrittura autobiografia a Roma.

Matteo Lefèvre insegna Lingua e traduzione spagnola presso l’Università di Roma “Tor Vergata”. Critico e traduttore, ha pubblicato saggi e monografie sulla lirica del Rinascimento spagnolo, sulla traduzione letteraria e specializzata e sulla poesia ispanica del Novecento. Ha tradotto poesia, narrativa e saggistica. Ha curato raccolte e antologie italiane diversi autori spagnoli e ispanoamericani contemporanei, tra cui si segnalano José Agustín Goytisolo (Giulio Perrone Editore, 2006), Olvido García Valdés (Raffaelli, 2012), Jacobo Cortines (Elliot edizioni, 2017), Gabriela Mistral (Marcos y Marcos, 2010; Bompiani, 2020), Nicanor Parra (Bompiani, 2019), Andrés Neuman (Ensemble, 2020), Antonio Machado (Garzanti, 2022, in press) e Pedro Salinas (Garzanti, 2022, in press). Partecipa a numerose manifestazioni culturali nazionali e internazionali, alternando l’impegno critico all’attività divulgativa. Sul fronte della didattica della traduzione si segnala il manuale La traduzione dallo spagnolo. Teoria e pratica (Carocci, 2015). Sul fronte editoriale svolge da vari anni attività di scouting e consulenza per differenti marchi e proprio in quest’ambito ultimamente ha coordinato svariati corsi e workshop di traduzione.

Giulia Magazzù ha conseguito il dottorato in Studi Comparati presso l’Università di Roma “Tor Vergata”, dove attualmente insegna lingua e traduzione inglese. Inoltre è docente a contratto di lingua e traduzione inglese presso il Dipartimento di Lingue, letterature e culture moderne dell’Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara. I suoi interessi di ricerca riguardano la traduzione audiovisiva e l’analisi critica del discorso. Tra le pubblicazioni nell’ambito della traduzione audiovisiva si ricordano: The Representation of Immigrants in the Italian Press: Exploring visual discrimination (in “InVerbis Journal”, 2018); Dottore, dottore!” Subtitling dialects and regionalisms: the case of “Inspector Montalbano”. In Corrius M., Espasa E., Zabalbeascoa P. (eds) “Multilingualism and Audiovisual Translation” (Peter Lang, 2019), e la monografia La traduzione dei musical teatrali: creazione di un modello multimodale (Biblion edizioni, 2021).


Nicoletta Marcialis è stata sino alla fine del 2018 professore ordinario di Filologia Slava presso l’Università di Roma “Tor Vergata”. Si è occupata di teoria della letteratura (M.M. Bachtin e la sua cerchia, il problema dello skaz), di cultura russa antica e settecentesca (le eresie, il dibattito sul protestantesimo, la nascita del teatro, i dialoghi dei morti, l’immagine dell’America), di storia della lingua russa (paleoslavo e slavo ecclesiastico, il problema della diglossia, le tappe della codificazione, i dizionari). Dal 2014 è Direttore della rivista Studi Slavistici, organo dell’Associazione Slavisti Italiani (AIS).



Elisabetta Marino è professoressa associata di letteratura inglese all’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” e insegna Letteratura inglese e Letteratura anglo-americana. È autrice di quattro monografie: un volume sulla figura di Tamerlano nella letteratura inglese e americana, una introduzione alla letteratura bangladese britannica, un testo che esplora il complesso rapporto tra Mary Shelley e l’Italia, uno studio sui drammi a carattere mitologico degli autori romantici. Ha tradotto per la prima volta in Italia le poesie dell’autrice italiana d’America Maria Mazziotti Gillan. Ha curato dieci raccolte di saggi (la pubblicazione di altri tre volumi è prevista nel prossimo anno), un numero della rivista "Journal of Transnational American Studies" e un numero della rivista online "WIN: the EAAS Women’s Network Journal". Tra i suoi campi di ricerca spicca la letteratura romantica (con particolare riferimento ai coniugi Shelley), la letteratura di viaggio, la letteratura diasporica indiana, la scrittura degli italiani d’America.

Simona Munari è professore associato di Lingua e traduzione francese all’Università di Roma “Tor Vergata”. Ha svolto ricerche sulla pratica traduttiva e sulla riscrittura come forme della mediazione fra culture europee in età moderna, con particolare riferimento alle questioni teoriche che a partire dal Seicento hanno animato il dibattito letterario francese sulla funzione della lingua quale modello e tramite di scambio culturale nell'Europa romanza. Ha indagato la traduzione come pratica censoria e l'evoluzione della lingua francese in rapporto alla definizione del canone e allo sviluppo dei generi letterari. Di recente si è occupata di autotraduzione come forma della narrazione di sé; di traduzione e ritraduzione d’autore dei classici francesi; di traduzione e riscrittura dei classici europei nel contesto francofono; di traduzione e adattamento teatrale e radiofonico.

Dario Prola lavora alla Facoltà di Linguistica Applicata dell’Università di Varsavia dove insegna traduzione letteraria e storia della letteratura italiana. Ha pubblicato numerosi articoli scientifici sulla letteratura contemporanea polacca, i rapporti letterari tra Italia e Polonia e questioni di traduzione letteraria. Ha curato l’edizione polacca delle novelle di Italo Svevo (Wyznania starca, Sic!, 2019) e Arrigo Boito (Nowele, Austeria, 2021) e l’edizione italiana delle novelle di Jarosław Iwaszkiewicz (Novelle italiane, 21 editore, 2014). Tra i suoi lavori si menzionano le monografie Mito e rappresentazione della città nella letteratura polacca (Aracne, 2014); “Spossato dalla bellezza”. L’Italia nella scrittura di Jarosław Iwaszkiewicz (Edizioni dell’Orso, 2018); Il traduttore errante (con E. Jamrozik, Uniwersytet Warszawski, 2017); Sponde, confini, trincee: l’Italia nell’Europa post-1918 (con S. Rosatti, DiG 2019); Rok 1968 w Europie Badania i pamiec / The Year 1968 in Europe Research and Memory (con P. Podemski, Scholar, 2019). È vicedirettore della rivista «Kwartalnik Neofilologiczny» e membro del comitato scientifico della collana «Italipolis» (DiG) e del comitato redazionale della rivista «pl.it / rassegna italiana di argomenti polacchi». Ha tradotto in italiano diversi autori polacchi del Novecento tra cui Jarosław Iwaszkiewicz, Tadeusz Konwicki, Witold Gombrowicz.

Elisabetta Risari si è laureata in Lettere antiche (letteratura latina) alla Statale di Milano nel 1988 con Isabella Gualandri. Dal 1990 lavora in Mondadori, inizialmente come redattrice delle opere di Italo Calvino, poi come redattrice dei Meridiani e della Fondazione Valla. Caporedattrice delle medesime collane dal 1995, ha lavorato con tre successivi direttori dei Meridiani: Luciano De Maria, Ernesto Ferrero e per vent'anni con Renata Colorni. Dal 2010 ha iniziato a occuparsi part-time anche di alcune collane di Oscar, attinenti alla letteratura, e dal 2015 è senior editor degli Oscar, con responsabilità delle collane dei Classici e dei Moderni, oltre che della poesia (Lo Specchio). Gli autori delle sue collane vanno dall'antichità di Omero ed Esiodo alla contemporaneità di Zanzotto, Pennacchi, Magris, Grossman.


Marco Rispoli insegna letteratura tedesca all’università di Padova. Le sue ricerche si sono rivolte soprattutto, con saggi e articoli, alla cultura tedesca dell’Ottocento e del Novecento, con particolare attenzione per la stagione che precede la rivoluzione del 1848 e per la letteratura del fine secolo. Si è inoltre occupato di teoria e storia della traduzione e ha tradotto e curato testi di Hugo von Hofmannsthal, Joseph Roth, Friederike Mayröcker e altri autori di lingua tedesca.

Maria Caterina Ruta è stata ordinaria di Letteratura spagnola presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Palermo. Si è occupata di narrativa analizzando testi del Secolo d’Oro, dell’Ottocento e del Novecento (Codici sociali e codici culturali, 1979). Ha studiato in modo particolare l’opera di Cervantes in vari saggi e nei volumi Il Chisciotte e i suoi dettagli (Palermo, 2000) e Memoria del Quijote (Alcalá de Henares, 2008). Negli ultimi anni si è interessata dell’analisi di alcuni libretti d’opera ispirati al romanzo di Cervantes. Il suo interesse per la poesia spagnola del Novecento e del primo decennio del Duemila è oggetto del volume Novecento ispanico (Palermo, 2005) e di altri lavori pubblicati negli anni successivi. Ha tradotto testi poetici e opere di Cervantes. Ha curato, l’edizione di diversi volumi di Atti non soltanto di argomento ispanico. È componente della redazione della rivista Anuario de Estudios Cervantinos, del Consiglio di redazione della rivista Anales Cervantinos e dei Cuadernos del AISPI (Associazione Ispanisti Italiani), dei quali nel 2015 ha curato il numero monografico Un paseo entre los centenarios cervantinos, dedicato all’opera di Cervantes. È stata insignita della “Encomienda de Isabel la Católica” dall’Ambasciata di Spagna in Italia.

Anna Saroldi è dottoranda presso la facoltà di anglistica dell’università di Oxford. Si occupa della traduzione in lingua inglese della letteratura italiana del secondo Novecento, con un particolare sguardo rivolto alla collaborazione tra autori italiani e traduttori (come Bassani e Weaver, Bertolucci e Tomlinson, Fo e Jenkins). Fa parte del gruppo di ricerca OCCT (Oxford Comparative Criticism and Translation), per cui ha organizzato la conferenza sulla ritraduzione in prosa Fictions of Retranslations <https://www.occt.ox.ac.uk/fictions-retranslations-retranslating-language-and-style-prose-fiction> (2020).

Rossana Sebellin è Professore Associato di Letteratura inglese all’Università di Roma Tor Vergata presso la Macroarea di Lettere e Filosofia, Dipartimento di Storia, Patrimonio culturale, Formazione e Società (SPFS). Dal 2016 ha lavorato come ricercatrice a tempo determinato (tipo B) presso la stessa struttura. Dal 2002 al 2016, sempre presso l’Università di Tor Vergata, è stata contrattista e assegnista di ricerca di Letteratura inglese (L-LIN/10) e Lingua inglese (L-LIN/12). Nel 2014 ha conseguito l’abilitazione scientifica nazionale per il settore L-LIN/10, Letteratura inglese. Nel 2007 ha conseguito un dottorato di ricerca sul bilinguismo e l’autotraduzione di alcuni testi teatrali di Samuel Beckett, all’Università degli studi di Urbino “Carlo Bo”. Su Samuel Beckett ha scritto tre monografie e alcuni articoli. Ha inoltre scritto su riscrittura, traduzione e il teatro del Novecento; sta curando l’edizione e traduzione di un testo anonimo del primo Seicento (in consegna). Fa parte di gruppi di ricerca sulla traduzione (MeTE), l’autotraduzione e il teatro della Restaurazione. Ambiti di ricerca: teatro inglese, teatro contemporaneo, bilinguismo, autotraduzione, Samuel Beckett.

Chiara Sinatra è Ricercatrice confermata di Lingua e Traduzione Spagnola all'Università di Roma “Tor Vergata”. Dottore di ricerca in Lingue e Letterature Iberiche e Iberoamericane presso l'Università di Palermo (2002) con una tesi sulle diverse forme di cainismo hispano nella produzione letteraria della Edad de Plata. Negli anni la sua attività di ricerca si è concentrata su alcuni temi della linguistica applicata: didattica della E/LE con approccio interculturale, problemi di codifica e decodifica di testi specialistici, analisi pragmalinguistica del discorso orale trascritto in ambito giudiziario, analisi sociopragmatica del discorso. Si è occupata di autotraduzione e del nesso tra traduzione e identità nella stampa periodica del franco-falangismo. Ultimamente ha lavorato sul ruolo ideologico del romanzo breve d'autore apparso sui periodici letterari e femminili dei cosiddetti “años azules” e sul rapporto tra traduzione e riscritture ipertestuali nella narrativa breve degli anni Venti del ‘900. Fa parte del progetto MeTE Mediatori e Traduttori europei ed è membro del gruppo di ricerca Escritoras y Escrituras dell’Università di Siviglia.


Bianca Sulpasso è Professore Associato di Lingua e letteratura russa all’Università di Roma "Tor Vergata". Si è occupata di letteratura russa del XVIII sec., con particolare attenzione per il ciclo Olsuf'ev e la traduzione, di letteratura dell’età d’argento, con particolare riguardo per la scrittrice Nina Petrovskaja. Nel 2005 ha iniziato a collaborare con le Università di Pisa, Ca’ Foscari, Salerno e Milano ad un Prin dedicato allo studio dell'emigrazione russa in Italia (1900-1940; www.russinitalia.it). È autrice di diverse monografie (Oskolki russkoj Italii. Issledovanija i materialy. Kn. 1, Moskva, 2011, con Stefano Garzonio; Lo specchio infranto. Il percorso letterario di Nina Petrovskaja, Roma, 2008; Scismatici e crapuloni: le avventure di un vecchio credente nella letteratura licenziosa russa, Salerno, 2019), articoli e curatele, ha progettato e allestito una serie di mostre promosse dal Ministero degli Affari Esteri italiano, in Italia e all’estero. È section editor di russistica della rivista “Studi slavistici”, fa parte del comitato scientifico della collana “Pagine di Russia” (Stilo Editrice), partecipa al gruppo di ricerca Mete (Mediatori e traduttori europei).